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Castrolibero, uno dei comuni meglio gestiti in Italia con una storia importante. Un tempo si chiamava Castelfranco. Ritroviamo tracce nel 1248, infatti sembra che il Papa Innocenzo IV, con Bolla Pontificia emessa il 6 giugno 1248 da Lione, restituì ad una non meglio precisata Bellae de Amicis, vedova di Guglielmo di Montemarano, le terre di Castelfranco (Castrum de Francio). A partire dalla metà del XIV° secolo, si verificò un aumento della presenza umana sulla collina castroliberese.
Castelfranco, a causa delle numerose omonimie, dovette privarsi del nome che lo aveva accompagnato per oltre un millennio, e divenne Castrolibero, ovvero libero in senso di libertà vera e propria e poi con una visuale straordinaria. Infatti dal suo centro storico è possibile vedere la cosiddetta aerea urbana di Cosenza. In data 26 marzo 1863, poteva formalizzare l’adozione di quella denominazione.
Un’attività che per la sua grande diffusione valse al paese l’appellativo di “paese degli scarpari” fu l’artigianato calzaturiero.
Caratteristica di Castrolibero è la Torre che si erge nei pressi del luogo detto “Chiesa vecchia”. L’ideatore dell’opera fu il sindaco Achille Parise. Nel 1912 venne infine acquistata la “macchina” dell’orologio che troneggia in cima al paese e che costituisce un elemento caratterizzante del centro storico. La città della torre dell’orologio.
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